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HiWATARI SAI
Monte Takao, Giappone
 
 
L’Hiwatari Sai, «festival del passaggio nel fuoco», è uno dei più intensi riti di purificazione dello Shugendō , tradizione religiosa ascetica e sincretica nata dall’incontro fra culto delle montagne, buddhismo esoterico e pratiche shintoiste. Ogni anno, presso il tempio Takao-san Yakuō-in Yūki-ji , monaci e asceti celebrano il Saitō Goma (柴燈護摩), un grande rito di fuoco all’aperto. Nel rogo vengono offerti bastoncini e tavolette votive sui quali i fedeli affidano desideri, preoccupazioni e impurità: le fiamme sono invocate perché consumino ostacoli, malattie e sfortuna.
Le immagini mostrano il rito celebrato nella piazza davanti al Jidōsha Kitōden, la sala di preghiera per la protezione degli automobilisti del Yakuō-in. Gli yamabushi, gli asceti di montagna dello Shugendō, giungono in processione al suono profondo delle conchiglie horagai. Vestiti di bianco, raccolgono le preghiere incise sulle tavolette votive e presiedono una successione di invocazioni, sutra e gesti rituali. Dopodiché giunge il momento più spettacolare , l'accensione della pira rituale, che rende improvvisamente l'aria circostante secca e rovente. Il ritmo dei Taiko accellera d'improvviso e i monaci si lanciano verso la pira contendone la furia con grandi e ripetute secchiate d'acqua.
Al centro del rito è Izuna Daigongen la divinità protettrice del monte, venerata al Yakuō-in come manifestazione locale di Fudō Myōō , il «Re luminoso immobile» del buddhismo esoterico. Quando i bastoncini votivi entrano nel fuoco del goma, la fiamma diventa immagine della saggezza che brucia ciò che ostacola il cammino del praticante.
Quando il rogo si è consumato, gli yamabushi stendono braci e cenere in corridoi di fuoco. Li attraversano per primi a piedi nudi, recitando mantra e aprendo simbolicamente una via sacra per i fedeli. Seguono uomini, donne e bambini, che percorrono il letto ancora caldo delle braci pregando per salute, famiglia, lavoro, studi e protezione nel viaggio.
L’Hiwatari Sai non è una prova di coraggio né uno spettacolo di resistenza. È un rito nel quale il corpo entra nella preghiera: attraversando il fuoco, il fedele lascia simbolicamente alle spalle ciò che lo appesantisce e riprende il cammino sotto una rinnovata richiesta di protezione.
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