Galleria Fotografica
SAGICHŌ MATSURI
ŌMIHACHIMAN, Giappone
 
 
Il Sagichō Matsuri è il grande evento primaverile della prefettura di Shiga e forse tra i più grandi riti di fuoco impressionanti del giappone. Ogni primavera, tredici quartieri di Ōmihachiman portano al santuario Himure Hachimangū altrettanti sagichō (左義長): imponenti carri di legno, paglia e bambù, alti fino a otto metri e sostenuti sulle spalle da gruppi di portatori di tutte le età. La festa trae origine da antichi riti di inizio anno, legati alla protezione della comunità, all’allontanamento delle sventure e alla preghiera per raccolti abbondanti. A Ōmihachiman, questa tradizione si intreccia con la memoria della città mercantile e con l’eredità di Azuchi, la capitale effimera di Oda Nobunaga.
Le immagini raccontano le due giornate del festival, il 14 e il 15 marzo 2026. Il primo giorno, i tredici carri convergono nel recinto del santuario per il concorso del miglior dashi. I dashi sono pannelli decorativi montati sulla struttura del sagicho. Realizzati con cereali, legumi, alghe, prodotti marini essiccati e altri alimenti, tutti i dashi rappresentano il segno zodiacale dell’anno (il 2026 è stato l'anno del cavallo). Dopo il giudizio, i sagichō attraversano il centro storico, le strade mercantili e il canale di Hachiman-bori, accompagnati dalle grida di «Chōyare!» e «Masse! Masse!».
Il giorno successivo, i carri riprendono a muoversi liberamente fra case, botteghe e ponti della città vecchia. A portarli ora sono gli odoriko, i giovani dei quartieri: non semplici portatori, ma protagonisti di una danza collettiva che fa oscillare le strutture al ritmo dei canti. Nel corso del pomeriggio, l’atmosfera cambia. I carri si incontrano frontalmente e si urtano nelle sfide chiamate kenka, «litigi»: il confronto, fisico ed inteso, incrina scontro dopo scontro i sagicho e i loro dashi.
Al calare della notte, tutti i sagichō tornano al Himure Hachimangū. Qui, a partire dalle otto di sera, vengono consegnati uno dopo l’altro al fuoco; i carri vengono accesi gli uni dopo gli altri. Le alte torce di pino diventano colonne di fiamme, il bambù esplode e la paglia collassa tra scintille e fumo. Intorno al rogo gli odoriko continuano a danzare e a gridare fino a quando dei carri non restano che braci fumanti.
Clicca sulla prima immagine per avviare la galleria.